Il teatro

non è soltanto

una espressione

artistica,

ma una forma

di essere

e di reagire

Eugenio Barba

Il teatro

non è soltanto

una espressione

artistica,

ma una forma

di essere

e di reagire

Eugenio Barba

VANESSA KORN

“Il

TEATRO

mi ha salvato
la vita

Mi ha dato una strada, una casa, una domanda, le spalle al muro, la faccia in luce. Mi ha messo accanto le persone più importanti della mia vita, mi ha insegnato soprattutto che si può essere felici e fare della gioia una scelta di vita.

Tutto questo perché ha a che fare con le relazioni tra esseri umani, vere, vive, nel qui e ora. Il teatro mi ha regalato un presente che si fa futuro e dà un senso al passato.

“Mi ha regalato la sensazione di sentirmi minuscola, ma anche infinita”

Mi ha regalato la sensazione di sentirmi minuscola e infinita.
Io vorrei consigliare a tutti di fare teatro, Di provare a incontrare questo gioco meraviglioso, di lasciarsi guardare mentre siamo fragili e finiti.

Vorrei passare tutti gli anni a venire a trovare le parole per scrivere una lettera d’amore a questo gioco serissimo, a questo lavoro assurdo, a questa scatola nera dove tutto è possibile, se rimani vivo. Se ti attacchi alla vita con tutte le tue forze.

Buon teatro, a tutti.

TEATRO

BIOGRAPHY

Ho cominciato a lavorare con la compagnia del Teatro Arsenale diretta da Marina Spreafico in tutte le sue produzioni dal 2008 al 2013 affrontando, tra gli altri, testi di Goldoni, Pessoa e Brecht.
[Continua a Leggere….]

“mi sono completamente dedicata al percorso di attrice-autrice”

MONOLOGHI

Seppure in forma di monologo, sul palco prende vita un dialogo tra una donna e il suo corpo, in cui si mescolano le narrazioni del corpo femminile che vengono prodotte da millenni in ogni parte del mondo. Chirurgia plastica, mutilazioni sulle bambine, estetica televisiva e altre pratiche culturali sono qui evocate nella loro forza condizionante che agisce sulla libertà delle donne, influenzando anche la loro immagine di sé.



Guardando A Parte Me si ride, si piange e si riflette sui fondamentali della vita come la maternità, l’autostima, la nostra personalità e ciò che stiamo cercando. Realizzato grazie al prezioso sostegno dell’ Associazione culturale Crisalidi 

Tenendo come fil rouge l’arredamento di una casa nuova, in cui una giovane donna si trasferisce dopo la fine di un’importante storia d’amore, vi racconto dei naufragi e dei viaggi che fin dalla prima infanzia hanno caratterizzato la storia della mia famiglia e la mia vita.



Con questo voglio far naufragare la scrittura da un mondo piccolo come il mio, a quello più grande e complesso delle vite degli altri, per scoprire che siamo tutti in alto mare e che forse vale la pena tendersi una mano per creare un ponte verso terra. Dal naufragio di una storia d’amore a quello del Titanic, dalla storia di Ulisse, all’esodo dei migranti nel Mediterraneo, dai naufragi nella burocrazia ad una casa in cui piove dentro. Con leggerezza e ironia, con delicatezza e rispetto ho voluto scrivere una storia per i naufragati, i perduti, gli annegati, per le tempeste in un bicchiere e per quelle che davvero travolgono mondi e persone.

Un Amleto che non ha mai debuttato, la portineria di un condominio di Milano, una cameretta di un adolescente, una bicicletta che attraversa le vie deserte della città. Anna, Toby, Tommaso e Lei abitano questi spazi nell’anno in cui tutto sembra essersi fermato.



Quelli che restano è uno sguardo sulla vita di quattro persone come tante. Persone che sono state attraversate da questo anno particolarmente difficile da dimenticare, un anno che ci ha messi davanti alla perdita, in tutte le sue forme. Ma camminando in mezzo a quello che non c’è più, queste quattro vite guardano a braccia aperte a quello che resta, con un po’ d’ironia e tanta tenerezza.
Uno spettacolo di e con Vanessa Korn
Regia Francesca Gemma
Musica originale e sound design FA.DE. Music Production  


FORMAZIONE

FORMAZIONE

Nel 2009 mi sono diplomata alla Scuola Internazionale di Teatro Arsenale dove ho studiato l’arte del teatro, i suoi strumenti e il suo linguaggio.

Lavoro come attrice, autrice e regista e proseguo la carriera nella formazione, insegnando recitazione ed espressione corporea.

“INSEGNO RECITAZIONE ED ESPRESSIONE CORPOREA”

Dallo studio approfondito del movimento e della relazione tra corpo, respirazione ed emozioni ho tratto ulteriore motivazione per continuare a studiare come impiegare le mie competenze in ambito formativo e nella relazione di aiuto, declinando così gli obiettivi formativi a seconda delle persone a cui si rivolge, dai professionisti, agli allievi attori, agli amatori o a chi sta cercando qualcosa per sé stesso.

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CORSI

CORSO DI COMUNICAZIONE EFFICACE E PUBLIC SPEAKING 

Spesso il public speaking viene associato a escamotage tecnici per vincere la timidezza o l’ansia di parlare davanti a un pubblico. La verità è che l’arte di comunicare è molto più stratificata di così e poggia sulla capacità di ascoltare il respiro e i bisogni propri e dell’uditorio. Di conseguenza fa leva sulla capacità di entrare in una reale empatia con chi ci ascolta, al fine di far arrivare il messaggio che si vuole comunicare nelle loro anime.

L’arte della molteplicità, dell’ascolto, della sincerità e della solitudine.

Andremo ad esplorare come lavorare su un monologo, rendendolo vivo, autentico e mosso al suo interno.
Come trasferire le tecniche teatrali di relazione tra gli attori in un lavoro individuale, come trovare i grandi movimenti che muovono l’animo e i pensieri e portarseli nel lavoro anche statico,
come essere autori del proprio lavoro, le domande da farsi per stimolare il lavoro sul monologo.
la polifonia interiore, la consapevolezza del ritmo e dell’andamento della scena.

Durante il percorso verso il clown dobbiamo lasciarci sorprendere dalle nostre fragilità e renderci disponibili a mostrarle al pubblico.

Il naso rosso è la maschera con la quale l’attore fa l’esperienza della sincerità e della relazione col pubblico nel modo più profondo possibile. Il clown teatrale vive nell’attore che lo incarna insieme alle sue paure, ambizioni ed errori e vive solo in relazione al pubblico che lo osserva.

È per questo che il lavoro sul clown teatrale è così importante come tappa di formazione di un allievo attore. La capacità di essere vero, di non recitare, di entrare in empatia profonda con il pubblico e quella di lasciarsi guardare sono qualità che devono essere nel bagaglio più prezioso di chi vuole incontrare il pubblico.

L’equilibrio tra personale e personaggio 

Due giorni per giocare con l’arte di mettersi nei panni di qualcun altro, costruire un personaggio, dargli spessore e credibilità, trovare il suo modo di esprimersi e le parole per farlo.

Lavoreremo a partire dai 20 movimenti codificati da Lecoq per riassumere i grandi movimenti dell’animo umano. 

Faremo esperienza della possibilità del corpo di recitare qualunque cosa , esercitando la nostra capacità di astrazione e trasposizione, essenziale per trovare la concretezza in scena.

Approderemo poi alla costruzione di un personaggio , di alcune scene di nostra invenzione o tratte dalla letteratura teatrale contemporanea (da Beckett a Cechov) 

Formazione d’impresa attraverso il teatro

Il teatro offre molteplici strumenti per favorire in modo veloce ed efficace la creazione di un gruppo coeso e collaborativo attraverso la creazione insieme di scene e l’utilizzo di giochi teatrali che usano il corpo come medium comunicativo privilegiato, avvicinando di conseguenza le persone alle loro emozioni e a quelle dell’altro. Condividere un’esperienza di creazione artistica unisce e in alcuni casi rivoluziona l’idea che si ha l’uno dell’altro.

E’ possibile strutturare dei progetti ad hoc per le diverse esigenze di aziende o associazioni, a partire da un colloquio conoscitivo

I seminari residenziali regalano un’esperienza di ricerca artistica, personale e di condivisione con un gruppo di lavoro.

I miei seminari si svolgono una o due volte l’anno presso un agriturismo immerso nei vigneti della zona del Garda. Ogni volta tratteremo un argomento di ricerca diverso e coerente con le esigenze del gruppo e del momento.

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COUNSELING

COUNSELING

Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione, momenti di crisi di natura non psicopatologica e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento.

Il Counseling professionale è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione.

Il Counselor possiede competenze specifiche per la promozione del benessere dell’individuo e lo sviluppo della sua consapevolezza e delle sue risorse

BIO E FORMAZIONE

Mi sono formata come Counselor somatorelazionale a mediazione teatrale e bioenergetica presso la Scuola di Alta Formazione di Teatro Counseling di Marisa Miritello e sono iscritta all’associazione professionale di categoria FAIP Counseling. La centralità della relazione empatica e l’inclusione del corpo e delle emozioni che in esso si inscrivono, sono i punti cardine della mia formazione e del mio approccio professionale alla relazione d’aiuto.

Come si svolge un colloquio di counseling somatorelazionale a mediazione teatrale?


Si tratta di un normale colloquio, di un momento di ascolto profondo e scambio. Uno spazio dedicato al cliente per affrontare un momento delicato, di crisi o di confusione.

Se lo riterremo necessario, potremo anche integrare un lavoro sul corpo, per aiutare a sciogliere tensioni e nodi emotivi attraverso il movimento e la respirazione.

Inoltre potremo scegliere se avvalerci dei mezzi propri del teatro per trasporre e tradurre eventi, difficoltà, momenti segnanti in scene, scrittura, azioni. Questo può essere molto utile come esperienza catartica e costruttiva, per guardare le cose da fuori e per non sentirsene in balia, per riacquisire un senso di possibilità trasformata sulla propria vita.

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Un po’ di questi anni di lavoro

“Non è un privilegio, Meryl, anche solo essere un attore?”. Sì, lo è.  E dobbiamo ricordarci l’un l’altro il privilegio e la responsabilità dell’atto dell’empatia (…) prendi il tuo cuore spezzato, trasformalo in arte”